Repubblica e Democrazia

Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell'affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono. - Enzo Biagi

Fin troppo spesso RepubblicaDemocrazia vengono usate quasi come sinonimi dello stesso concetto, eppure il mondo e la storia sono pieni di esempi di come queste due realtà possano tranquillamente esistere in modo completamente separato. Le differenze, difatti, non si limitano al fatto che la prima è una forma di governo, e la seconda un sistema di idee e concetti.

 

Benché la Repubblica sia un sistema di governo che prevede una sovranità distribuita tra più elementi, questa forma non è direttamente collegata con un potere di tipo democratico. Nella Repubblica di Venezia, ad esempio, il potere decisionale era di tipo oligarchico, lo stesso governatore, il doge, era scelto tramite una votazione cui poteva presenziare solo la classe nobiliare della città.

Ma esistono numerosi altri esempi di Repubbliche nominalmente democratiche, ma oligarchiche de facto, basti pensare alla Romania di Ceaucescu, alla Corea del Nord o alla Birmania, o ancora a tutte quelle realtà dove per decenni non è avvenuta alcuna votazione, ma che si presentavano ufficialmente con l'appellattivo di repubbliche.

 

Al contempo la Democrazia non esiste solo in simbiosi con una Repubblica, Gran Bretagna, Spagna o Svezia sono tipici esempii di Monarchie democratiche, dette Parlamentari.

E' anche necessario tenere a mente che la democrazia stessa si presenta varie forme, dalla più diretta e quella rappresentativa, che cela numerose insidie, tra cui un sistema oligarchico più o meno visibile: per esempio se la possibilità di accesso alle cariche rappresentative tende a favorire membri di determinate classi o gruppi.

Un esempio sottile di democrazia tendenzialmente oligarchica è il sistema degli Stati Uniti, nel quale sono i fondi privati a investire sulle campagne elettorali, portato automaticamente ad un forte peso dei privati stessi nelle politiche di chi ha ricevuto investimenti. Un caso piuttosto famoso è stato quello della famiglia Bush, strettamente legata ai grandi gruppi petroliferi.

In un caso come questo non è la nobiltà ereditata ad essere rilevante, ma la disponibilità economica che permette di influire attivamente sul governo.

 

Sostanzialmente questa non-consequenzialità tra Repubblica e Democrazia è un fattore determinante per tenere a mente che la forma repubblicana parlamentare, in vigore in Italia, non è categoricamente indice e garanzia di un sistema democratico sano e funzionante, ma è bensì suscettibile a tutte quelle influenze oligarchiche, più o meno visibili, che tendono a racchiudere il cerchio di sovranità ad un numero chiuso di elementi appartenenti a determinate caste.