Politica e partitica

La democrazia è fragile, e a piantarci sopra troppe bandiere si sgretola. - Enzo Biagi

In tempi cui il disamoramento dalla politica è un sintomo più che naturale, e più che comprensibile, è ancora più necessario dividere attentamente la politica dalla partitica.

 

La politica è quel sistema che permette a idee e valori di prendere forma e mostrarsi, raccogliendo o meno consensi, fino a svilupparsi in una realtà condivisa. In caso di successo e validità, è grazie alla politica se quelle stesse idee possono assurgere ai ruoli amministrativi e diventare le linee guida di un'intera nazione.

La politica è anche confronto di idee, non solamente destinato all'evoluzione degli stessi sulle basi di scontri o alleanze ideologiche, ma anche possibilità di manifestare le proprie ideologie, paragonarle con altre, e permettere che esse vengano valutate, accolte o respinte, nel panorama politico.

 

La partitica invece, è il sistema dei partiti e della loro organizzazione, secondo la divisione del giurista Maurice Duverger l'Italia ha un sistema multipartitico, all'interno del quale si individuano due o tre poli principali nei quali i partiti stessi si aggregano.

Questo sistema di bipolarismo di fatto, al quale solo ultimamente si sta aggregando un terzo polo non consolidato, provoca però evidenti situazioni negative che rallentano l'attività politica stessa.

Secondo il politologo Giovanni Sartori, difatti, in questo tipo di aggregazioni risiede quello che lui definì il potenziale di ricatto, ovvero la possibilità dei partiti, anche minori, di ricattare l'intera coalizione, col rischio di fuoriuscirne causando una perdita di voti, o deputati nel caso di un governo, e quindi la sua caduta.

Esempi piuttosto lampanti di potenziale di ricatto sono la Lega Nord all'interno del polo di destra, e quello che avvenne nel Governo Prodi eletto nel 2006, che solo due anni dopo, nel 2008, cadde a causa proprio dei partiti più laterali che ostruivano le possibilità del governo di proseguire la sua agenda.

E' quindi evidente come un sistema bipolare in uno stato multipartitico crei situazioni che permettono a partiti minori di decidere le sorti, e ricattare le politiche, di intere coalizioni di governo, al di là del fatto che il voto popolare abbia dato più forza ad altri partiti.

 

E' poi un discorso a parte, legato esclusivamente alla situazione politica italiana, quello che vede i due poli principali cercare continuamente di mantenere questo stato di bipolarismo ed escludervi qualsiasi altra realtà politica si affiacci al panorama, obbligandola di fatto ad accorparsi ad uno dei poli per sopravvivere.

Indipendentemente dal sistema bipolare, è stato chiaro già nella Prima Repubblica come anche nel multipartitismo del tempo, le parti in campo abbiamo semplicemente fatto cartello ai danni del popolo, nascondendo sotto scontri e propagande di facciata, un'attenzione peculiare e condivisa per la cosidetta spartizione della torta.

E l'esempio di come questo avvenga tutt'ora, nel bipolarismo, risiede nel totale disinteresse che un governo mostra nell'abolire le leggi del governo precedente, contro cui si era battuto. Difatti nonostante la propaganda la Sinistra, ad esempio, non ha cancellato praticamente nessuna delle leggi ad personam promulgate dalla Destra, e viceversa.

 

Ciò che forse è però il danno più grave creato dal bipartitismo italiano, creato e gestito ad ho, è stato rendere il popolo italiano estremamente fazionista. Lo scontro è quotidiano, dai temi sociali, ai gusti televisivi, ai libri che si leggono, idee politiche e religiose. Il sistema creato punta a creare divisioni e rendere ogni idea o gusto un fattore di scontro, invece che di condivisione e arricchimento.

Imparare dal prossimo è vietato, bensì è bene mantenere le proprie posizioni, anche se oggettivamente erronee, e difenderle a spada tratta persino contro la realtà dei fatti.

Eppure tutto ciò è profondamente antidemocratico, in quanto è preciso dovere di uno Steto democratico quello di valutare il benessere di tutta la popolazione alla pari, con uguali diritti, anche se la casta dei partiti continua a dirci che qualcuno ha più diritti di altri, creando così scontri e fazioni, di modo che si sia troppo impegnati a sostenere le prese di posizione imposte per rendersi conto che all'interno del sistema i partiti fanno continuamente cartello ai nostri danni.