Essere cittadini

La "Rivoluzione" si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara, e più affilata di un coltello. - Paolo Borsellino

Il fattore fondante su cui si basa qualsiasi democrazia è il cittadino, il quale assume diversi ruoli all'interno della società. Molti di questi sono ovvi, anche se a volte è meno scontata la loro importanza, ma quello che è quasi assente nell'idea comune è la pienezza del ruolo di contribuente.

 

E' fondamentale che il fattore della contribuzione diventi una colonna portante nel rapporto tra cittadino e Stato, e che il sistema sbagliato di vedere lo Stato come una sorta di sovrano che vive una vita a se, danneggia l'intera cittadinanza.
Questa visione di Stato deriva dalla giovinizza della nostra nazione, abituata ad essere sottomessa a governi di nazioni diverse, e che quindi deve ancora maturare quel senso di appartenenza e soprattutto di proprietà e partecipazione nello Stato. Lo stesso sistema è anche stato protratto dalla cattiva politica, che ha sempre cercato di distanziare il cittadino dall'interessarsi al proprio ruolo di contribuente, e rendere l'amministrazione statale una sorta di loro proprietà esclusiva che non doveva interessare al popolo.

 

Ma così non è.

Il cittadino contribuisce allo Stato pagando le tasse, che non sono imposte da versare a un lontano re perché si costruisca un castello d'oro, bensì sono tributi che rendono ogni singolo cittadino, non suddito, ma socio della nazione Italia.

Siamo tutti proprietari dello Stato, dei suoi beni, del territorio nazionale e delle nostre città, e parchi, e spiagge e monti. Tutto ciò non è proprietà di un governo, del Parlamento, di uno Stato astratto, ma dei cittadini italiani.

 

Pagare le tasse dal al cittadino il diritto di sapere cosa il proprio Stato fa, come e quando. Chi vota cosa in Parlamento, e chi no. Controllare se un partito politico che fa un certo tipo di propaganda, rispetta le sue parole una volta seduto alle votazioni. Sapere se un proprio rappresentante è un assenteista pagato da noi. Essere aggiornato e informato in trasparenza su quello che avviene in Parlamento, cioè in casa sua, perché di questo si tratta.

 

Ma la contribuzione non è solamente economica, ogni cittadino che lavora produce per questa nazione, crea ricchezza, ma anche chi non lavora: gli studenti producono cultura e forza lavoro per il futuro, chi si occupa della casa produce welfare prendendosi cura dei parenti diminuisce i costi sociali dello Stato, chi fa volontariato produce servizi che altrimenti sarebbero più costosi per lo Stato, chi alleva figli o insegna qualsiasi cosa ad altri produce non solo cultura ma addirittura nuovi cittadini, promuovendo crescita, e anche semplicemente rapportandosi in modo civile ed educato col prossimo e con l'ambiente si sta producendo, si produce civiltà, si va ad arricchire e mantenere la società.

 

Tutta questa contribuzione, economica e non, è un bene di cui lo Stato usufruisce, ma non tenendolo per se come fin'ora è stato tentato di fare, ma facendo quello che è il compito proprio dello Stato, riversare tra i cittadini i loro contributi sotto forma di servizi, sviluppo economico e sociale, e producendo a sua volta una gestione ottimale delle risorse.

 

Per tutti questi motivi non basta essere cittadini, è fondamentale sentirsi contribuenti, non solo colonne portanti della nazione, ma parti attive e partecipative dello Stato.

Un'evoluzione dal semplice stato di cittadino che stava prendendo forma nel dopoguerra, ma che la cattiva politica ha ricacciato indietro per allontanarci da ciò che è nostro non solo di diritto, ma anche dal punto di vista economico e amministrativo.

Un'evoluzione che è nostro dovere e scopo riprenderci per smetterla di sentirci sudditi dello Stato, ed iniziare a vederci come parte e proprietari dello Stato italiano.

 

E a nostro avviso, per concludere, non c'è modo migliore di crescere e progredire, tra Stato e cittadini, se non quello di mantenerli informati, aggiornarli e soprattutto renderli partecipi in tutti i modi possibili, facilitando la comunicazione tra le parti e soprattutto la manifestazione di democrazia diretta e volere popolare, attraverso canali diretti, non solo lottando e ribellandosi come avviene ancora oggi.